Valutazione del rischio da stress lavoro-correlato: attenzione ai ''consulenti d'assalto''

Appena pubblicato il documento della Commissione Consultiva
Permanente sulle indicazioni per la valutazione del
rischio Stress Lavoro-Correlato
molti consulenti hanno
proposto alle imprese check list o elenchi di
indicatori/fattori, chiedendone la compilazione e sostenendo
che la data del 31 dicembre è la 'scadenza' per la
valutazione del rischio.

Di seguito forniamo alcune indicazioni e precisazioni per
evitare che le imprese siano indotte ad azioni non coerenti
con il dettato normativo:
- Il 31 dicembre non è una data di scadenza, ma è la data di
avvio per il percorso di valutazione del rischio Stress
Lavoro-Correlato
;
- La valutazione del rischio da Stress Lavoro-
Correlato
non può essere esaurita da una check list e
quanto rilevato dalle imprese deve essere ragionato.
Le indicazioni richiamano due fasi di valutazione (una
preliminare e l'altra eventuale di approfondimento) ed il
coinvolgimento dei necessari ruoli aziendali;
- Non è opportuno che la valutazione del rischio da
Stress Lavoro-Correlato
sia effettuata da soggetti non
aggiornati sul tema. Pertanto, prima di affidare i propri
dati a esterni che li richiedono, suggeriamo alle imprese di
assicurarsi che questi si siano aggiornati e formati su come
condurre la valutazione.
- Il passaggio delle indicazioni che prevede 'In relazione
alla valutazione dei fattori di contesto e di contenuto
occorre sentire i lavoratori e/o il RLS/RLST' è da
sottolineare in quanto spesso si sminuisce l'importanza di
queste figure.

Gli elementi che l'impresa può essere chiamata
a dimostrare sono la coerenza delle proprie scelte e
decisioni, e la serietà dell'avvio di un approfondimento che
richiede tempo e competenze; percorso che porta ad una
maggiore conoscenza delle proprie dinamiche interne ed alla
messa in ordine di informazioni già presenti, se condotto
opportunamente. 
Infatti, la valutazione del rischio da Stress Lavoro-
Correlato
 non può essere 'delegata a terzi' senza
preoccuparsi dei ritorni che potrebbero esserci.
Il tutto non si esaurisce nella compilazione di check list o
in programmi fotocopia degli step di valutazione dei
rischi
, modalità che si sono già sperimentate con il
D.Lgs. n. 626/1994 e che hanno dimostrato nei fatti
di essere molto vantaggiose per i consulenti di assalto e
controproducenti per le imprese che vi hanno fatto ricorso.
Invece, occorre un intervento di crescita culturale
complessiva, sul quale STUDIOHS si impegna con spirito
costruttivo e non puramente di marketing.

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