Aumenta sempre più la fobia legata al Coronavirus o COVID-19 dopo che l’Organizzazione mondiale della Sanità ha dichiarato la nuova epidemia una “emergenza sanitaria globale”.

Ma sappiamo davvero cos’è?

I coronavirus (CoV) sono una vasta famiglia di virus noti per causare malattie che vanno dal comune raffreddore a malattie più gravi come varie patologie respiratorie (MERS e SARS).

I coronavirus sono comuni in diverse specie animali (come i cammelli e i pipistrelli) ma in alcuni casi, se pur raramente, possono svilupparsi ed infettare l’uomo per poi diffondersi nella popolazione.

Quali sono i sintomi?

I sintomi più comuni e riconosciuti di un’infezione da coronavirus sono febbre, tosse secca, mal di gola, difficoltà respiratorie.

Nei casi più gravi l’infezione può causare polmonite, sindrome respiratoria acuta, insufficienza renale, soprattutto in persone con condizioni cliniche croniche preesistenti (ipertensione, problemi cardiovascolari, diabete, patologie epatiche e respiratorie) o immunodepresse.

Meccanismi di trasmissione

Il nuovo coronavirus si trasmette attraverso le goccioline del respiro della persona infetta, che possono essere trasmesse con tosse o starnuti, tramite contatto diretto personale oppure toccandosi la bocca, il naso o gli occhi con mani contaminate.

Cosa posso fare per prevenire il contagio?

  • Lavati spesso le mani con acqua e sapone o con un igienizzante a base alcolica;
  • Mettere in atto pratiche alimentari sicure (evitare carne cruda o poco cotta, frutta o verdura non lavate e le bevande non imbottigliate);
  • Copri naso e bocca quando tossisci e/o starnutisci (gomito interno/fazzoletto);
  • Se hai usato un fazzoletto buttalo dopo l’uso;
  • Indossa una maschera chirurgica solo se sospetti di aver contratto il nuovo coronavirus e presenti sintomi quali tosse o starnuti o se ti prendi cura di una persona con sospetta infezione da nuovo coronavirus  

Oltre alle gravi conseguenze sulla salute delle persone, il Coronavirus, sta avendo diverse ripercussioni sulla gestione delle imprese e dei rapporti di lavoro ponendo diversi quesiti sull’assenza dei lavoratori in azienda.

Molteplici sono i casi che prevedono l’assenza dal lavoro:

  • a seguito di un provvedimento di ordine pubblico al fine di tutelare la salute della collettività.

A tal proposito è stato emanato un provvedimento normativo che prevede la Cassa Integrazione Ordinaria.

  • accordi di smart working, che, ai sensi della L.N. 81/2017, permettono al lavoratore di lavorare in remoto a prescindere dalla sua presenza sul luogo di lavoro.

Grazie al D.P.C.M. emanato lo scorso 23 febbraio e relativo alle misure da adottare per contenere il contagio nei Comuni delle Regioni Lombardia e Veneto, non sarà necessario il preventivo accordo scritto fra le parti che contempli la modalità di lavoro su indicata.

  • il divieto, in una determinata area geografica, per l’impresa e/o lavoratore a svolgere la normale attività lavorativa a prescindere dalla propria volontà. In questi casi rimane il diritto alla retribuzione pur in assenza dello svolgimento della prestazione.
  • l’assenza dei lavoratori è giustificata con regolare retribuzione quando questi presentano sintomi riconducibili al coronavirus e quindi tenuti in quarantena;
  • il lavoratore che adotta un comportamento volontario di quarantena, perché rientrato in Italia da zone a rischio epidemiologico, è disciplinato al pari di un’astensione dalla prestazione lavorativa obbligata da un provvedimento amministrativo;
  • non è giustificabile un’assenza determinata dalla semplice “paura” di essere contagiati. In tal caso si verifica l’assenza ingiustificata dal luogo di lavoro, situazione da cui possono scaturire provvedimenti disciplinari importanti fino ad arrivare anche al licenziamento.

Coronavirus: necessità di aggiornamento del Documento di Valutazione dei Rischi?

Dopo aver spiegato cosa è e come si è sviluppato il Coronavirus trasferiamo l’argomento nel mondo della sicurezza sul lavoro.

Partendo dal presupposto che il datore di lavoro deve procedere alla valutazione di tutti i rischi professionali a cui è esposto un lavoratore all’interno dell’organizzazione aziendale, ci si domanda se è obbligatorio per il Datore di lavoro, aggiornare il DVR (Documento di Valutazione dei Rischi) introducendo il rischio biologico a causa del COVID-19.

Quindi, il rischio biologico da coronavirus è da intendersi rischio professionale?

La risposta è: dipende dalle attività svolte dai lavoratori.

Certamente è un rischio professionale per chi svolge mansioni specifiche che comportano l’aumento dell’entità del rischio rispetto alla popolazione. Ad esempio, il personale di strutture sanitarie ed ospedaliere che hanno a che fare con pazienti infetti o potenzialmente infetti o coloro che devono recarsi nelle cosiddette zone “rosse”.

In questi casi il Datore di lavoro sarà tenuto a trovare misure compensative di riduzione dell’esposizione.

Non rappresenta invece un rischio professionale per tutte quelle mansioni ove il rischio sia sostanzialmente riconducibile a quello di chiunque altro nella popolazione.

Noi pensiamo che innanzitutto, in questo specifico momento, sia imprescindibile che l’azienda, nelle figure, in primis del Datore di lavoro, poi del Medico Competente ed infine del RSPP, sia concentrata sul diffondere e far rispettare le procedure emanate dal Ministero e dalle Autorità Sanitarie locali e nazionali utili a prevenire o ridurre al minimo il contagio da corona virus.

Ed in particolare:

  • vietare al personale di recarsi all’interno delle Aree Rosse in Italia ed effettuare trasferte di lavoro in Cina, in Corea del Sud, a Macao, a Taipei e ad Hong Kong;
  • non effettuare trasferte internazionali e nazionali, ad eccezione di quelle indispensabili per garantire la continuità operativa aziendale;
  • effettuare le riunioni aziendali di lavoro in videoconferenza, limitando il più possibile quelle con partecipazione fisica diretta;
  • per il personale residente o domiciliato nelle Aree Rosse, l’attività lavorativa sarà svolta in modalità smart working fino a che le autorità pubbliche manterranno lo stato di isolamento;
  • sospendere gli incontri in presenza con i clienti o fornitori spostandoli sui sistemi di videoconferenza;
  • Nel caso in cui gli incontri in presenza siano assolutamente indispensabili con i clienti o i fornitori, il personale di questi deve:
  • non abbia recentemente fatto viaggi da e per la Cina, Corea del Sud, Hong Kong, Taipei e Macao;
  • non abbia conviventi che abbiano recentemente fatto viaggi da e per la Cina, Corea del Sud, Hong Kong, Taipei e Macao;
  • intensificare, mediante l’impiego di prodotti efficaci, le attività di sanificazione e igienizzazione dei luoghi di aggregazione e transito di personale quali la mensa, gli spogliatoi, le aree di somministrazione di bevande e snack, ecc.;
  • il personale che si occupa della distribuzione del cibo in mensa sarà provvisto di mascherina con filtro e guanti monouso;
  • porre particolare attenzione all’igiene dei piani di lavoro;
  • informare tempestivamente l’azienda qualora si avesse il sospetto di essere entrati in contatto, anche indirettamente, con persone che manifestino i sintomi di infezione respiratoria (febbre, tosse, difficoltà respiratorie);
  • Aprire porte e finestre per far arieggiare gli uffici e tutte quelle zone in cui sono presenti i lavoratori;
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