Con il D.P.C.M del 9 marzo 2020, le misure cautelative per il contenimento del contagio da COVID 19 si sono estese a tutto il territorio nazionale. Infatti, tutte quelle norme attuate all’inizio al Nord Italia sono state applicate a tutto lo stivale.

L’11 marzo 2020 a causa di un peggioramento della situazione sanitaria, è stato emanato un ulteriore decreto con restrizioni ancora più specifiche.

Vediamone alcuni punti:

  • Sono sospese le attività commerciali al dettaglio, atta eccezione per le attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità. (Per maggiori informazioni consultare allegato I del D.P.C.M 11 marzo 2020)
  • Sono sospese le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie). Resta consentita la sola ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie
  • Restano garantiti, nel rispetto delle norme igienico-sanitarie, i servizi bancari, finanziari, assicurativi e del settore agricolo
  • Il presidente di regione può disporre delle regole precise per quanto riguarda il trasporto pubblico, in modo da garantire il servizio a quelle categorie di lavoratori escluse dall’obbligo di quarantena, ma rispettando le norme igienico sanitarie
  • Ove possibile attivare la modalità di lavoro agile/da casa (smart working) e/o devono essere incentivate le ferie e congedi retribuiti per i dipendenti
  • Sono limitati il più possibile gli spostamenti dei propri dipendenti, salvo il caso in cui non si tratti di personale medico sanitario o di personale addetto all’erogazione dei beni di prima necessità.
 

Dopo aver visionato alcuni punti salienti del decreto, capiamo ora come deve comportarsi un datore di lavoro la cui azienda non rientra nelle categorie precedentemente citate e che soprattutto non può attivare la modalità di lavoro agile.

 

Queste categorie sono:

  • Personale sanitario
  • Personale d’ufficio, di cantiere e fabbriche impiegate nella produzione di beni e servizi di prima necessità
  • Personale addetto alla vendita di generi alimentari e di prima necessità
  • Personale addetto all’erogazione di servizi bancari, postali, assicurativi
  • Personale addetto alla distribuzione di bene e generi alimentari

Le norme applicabili al personale sanitario

Per personale sanitario, impegnato in prima linea all’assistenza e alla cura delle persone contagiate dal Coronavirus, le misure di prevenzione si trovano nell’allegato I e II della Circolare del Ministero della Salute del 27 febbraio 2020.

Le misure di prevenzione per questa categoria sono:

  • Rispettare le misure di prevenzione delle infezioni
  • Organizzare al meglio il lavoro definendo ruoli e procedure da mettere in atto
  • Per tutte le operazioni che prevedono contatto con casi sospetti o conclamati di Coronavirus il personale sanitario deve disporre di dispositivi di protezione individuale (DPI). Questi dispositivi sono: mascherine tipologia FFP2 o FFP3, protezioni facciali/occhiali protettivi, camici a maniche lunghe e guanti
  • Per quanto concerne l’entrata del pubblico in ambulatori medici, è consentita a gruppi poco numerosi (muniti di mascherina) in modo da riuscire a rispettare la distanza di un metro
  • Le strutture come: consultori, ambulatori vaccinali, etc sono state chiuse al pubblico, ma sono rimaste e rimangono tutt’ora disponibili per informazioni riguardo la situazione sanitaria

Le norme applicabili al personale d’ufficio, di cantieri e fabbriche impiegato nella produzione di beni e servizi di prima necessità

Il datore di lavoro di uffici, cantieri e fabbrica impiegati nella produzione di beni e servizi di prima necessità (uffici pubblici, personale impegnato nella fabbricazione di macchine ospedaliere, cantieri per la manutenzione pubblica, etc), che non possono adottare la modalità di smart working, per tutelare i propri lavoratori devono mettere in atto le seguenti norme sanitarie:

  • Utilizzare obbligatoriamente i DPI: mascherina (tipologia FFP2 o FFP3) e guanti protettivi.
  • Predisporre l’approvvigionamento e la messa a disposizione di mascherine e guanti per le visite in cantiere e uffici da parte di persone esterne e laddove il locale fosse chiuso predisporre l’entrata di pochi visitatori per volta (per rispettare la distanza di almeno un metro).
  • Verificare che in cantiere /ufficio vi siano bagni dedicati alle singole imprese (squadre o divisi per genere) e che questi siano mantenuti, con frequenza almeno quotidiana, puliti/sanificati.
  • Dotarsi di dispositivi per potersi detergere le mani, come il gel igienizzante. Prima di accedere nei servizi e utilizzare rubinetterie e accessori, il lavoratore deve detergersi le mani.
  • Prestare la massima attenzione nell’utilizzo di baracche/locali comuni/uffici, dedicandoli in modo univoco alle singole squadre o gruppi di lavoro organizzando turnazioni per evitare contatti, assembramenti. Prevedano il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro.
  • Provvedere al mantenimento della frequenza di pulizia/sanificazione di tutti i luoghi di lavoro, nonché della propria postazione di lavoro.
  • Laddove il luogo di lavoro fosse chiuso (ufficio o fabbrica) pianificare frequenti ricircoli d’aria.
  • Accedere in cantiere con gli indumenti di lavoro e i DPI già indossati; qualora non possibile per ragioni lavorative, lo spogliatoio deve garantire i medesimi requisiti di fruizione e utilizzo sopra riportati per i locali comuni.

Le norme applicabili al personale addetto alla vendita di generi alimentari e di prima necessità

Come abbiamo già detto in precedenza, anche il personale addetto alla vendita di generi alimentari (supermercati, piccoli alimentari, etc) e quelli addetti alla vendita dei beni di prima necessità (farmacie, tabaccherie, edicole, etc), per tutelare i propri lavoratori devono mettere in atto le seguenti norme sanitarie:

  • Utilizzare obbligatoriamente di mascherina (tipologia FFP2 o FFP3), guanti e occhiali protettivi
  • Predisporre l’entrata a gruppi piccoli degli utenti per rispettare la norma che vieta gli assembramenti di persone all’interno dei locali
  • Verificare che i bagni siano mantenuti, con frequenza almeno quotidiana, puliti/sanificati, sia quelli per il personale, sia quelli per i clienti.
  • Dotarsi di dispositivi per potersi detergere le mani, come il gel igienizzante.
  • Provvedere al mantenimento della frequenza di pulizia/sanificazione di tutti i luoghi di lavoro, nonché della propria postazione di lavoro.
  • Pianificare frequenti ricircoli d’aria in ambienti chiusi
  • Arrivare sul luogo di lavoro con già indosso gli indumenti di lavoro; qualora non possibile per ragioni lavorative, lo spogliatoio deve garantire i medesimi requisiti di fruizione e utilizzo sopra riportati per i locali comuni.

Le norme applicabili al personale addetto all’erogazione di servizi bancari, postali, assicurativi

Per questa categoria valgono le stesse regole utilizzate dal personale addetto alla vendita di bene e servizi di prima necessità con la differenza che, ove possibili, bisogna predisporre per alcuni lavoratori la modalità smart working in modo da ridurre il personale e rispettare al meglio il regolamento sanitario.

Le norme applicabili al personale addetto alla distribuzione di beni e generi alimentari

Il consiglio dei ministri per non far si che l’economia del paese si fermi e per diminuire al minimo il rischio di assembramenti e vere e proprie “assalti” ai generi alimentari e di svago, ha permesso al personale addetto alla distribuzione di continuare con il proprio lavoro, rispettando però le norme igienico- sanitarie previste dalla legge.

Le norme alle quali si devono attenere sono:

  • Utilizzo obbligatorio della mascherina e dei guanti
  • Tenere ove possibile la distanza di un metro dalla persona alla quale si consegna il pacco (se si tratta di beni e preferibile lasciare il pacco vicino al cancello e rientrare nella vettura prima che la persona arrivi a ritirarlo)
  • Preferire il pagamento della merce al momento dell’acquisto con carta di credito

Regole generali che tutti i datori di lavoro devono mettere in atto per salvaguardare la salute dei propri lavoratori

Concludiamo con norme applicabili ad ogni categoria sopra citata:

  • Disporre la chiusura di tutti i reparti diversi dalla produzione o, comunque, di quelli dei quali è possibile il funzionamento mediante il ricorso allo smart working, o comunque a distanza
  • Se si può procedere ad una rimodulazione dei livelli produttivi
  • Assicurare un piano di turnazione dei dipendenti dedicati alla produzione con l’obiettivo di diminuire al massimo i contatti e di creare gruppi autonomi, distinti e riconoscibili
  • Se non è possibile per i lavoratori rispettare la distanza di un metro l’uno dall’altro, necessario l’uso delle mascherine, e altri dispositivi di protezione (guanti, occhiali, tute, cuffie, camici, etc…) conformi alle disposizioni delle autorità scientifiche e sanitarie.
  • Sono vietate riunioni o assembramenti di persone; quelle strettamente necessarie e inderogabili per il proseguimento dei lavori possono essere svolte secondo il criterio di rispettare la ‘distanza’ (almeno 1 metro di separazione tra i presenti); preferibilmente svolgerle all’aperto. Ove possibile, privilegiare incontri e riunioni a distanza, con le moderne tecnologie (skype, videochiamate etc.).
  • Sono vietati i “contatti personali stretti”, come sopra definiti, e quindi anche le semplici “strette di mano”.
  • L’uso di attrezzature/macchine/apprestamenti/lavorazioni che prevedono l’utilizzo di più addetti contemporaneamente e con impossibilità di mantenere 1 mt di distanza devono essere svolte solo avendo indossato i Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) individuati dai singoli datori di lavoro, RSPP, medico competente, RLS. Usi promiscui con addetti di diverse imprese sono vietati (es. è vietato l’uso di PC, sedute e postazioni di altri operatori, auto di cantiere, attrezzature di misura, etc.).
  • Le singole imprese devono organizzare i trasporti del proprio personale evitando l’utilizzo di singoli mezzi con più persone a bordo, nel rispetto delle distanze di sicurezza previste.
  • Nominare preposti che devono accertarsi quotidianamente dello stato di salute dei propri addetti, verificando l’assenza di sintomi influenzali quali tosse o febbre; gli stessi lavoratori, responsabilmente, devono evidenziare eventuali sintomi.
  • A scopo precauzionale, nessun lavoratore con sintomi influenzali o similari, deve presentarsi al lavoro.
  • La sorveglianza sanitaria periodica non va interrotta, ma deve proseguire rispettando le misure igieniche contenute nelle indicazioni del Ministero della Salute, privilegiando visite preventive e su a richiesta
  • Il mancato completamento dell’aggiornamento della formazione professionale e/o abilitante entro i termini previsti per tutti i ruoli/funzioni aziendali in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, dovuto all’emergenza in corso e quindi per causa di forza maggiore, non comporta l’impossibilità a continuare lo svolgimento dello specifico ruolo/funzione
  • A prescindere dalla presenza di sintomi, ciascun cittadino ha un obbligo di segnalazione al proprio medico di base e alle competenti autorità sanitarie qualora scoprisse di aver avuto contatti stretti con casi confermati di malattia infettiva diffusiva COVID-19. Chiunque si dovesse trovare in una simile situazione è invitato ad informare anche il proprio responsabile e a non recarsi in cantiere, in via precauzionale e fino a diversa indicazione.
  • Permane la necessità di eliminare/limitare al massimo eventuali contatti con l’ambiente circostante a quello lavorativo; ridurli solo allo strettamente necessario e indispensabile, sempre nel rispetto delle prescrizioni/raccomandazioni degli Enti preposti.
  • Informare costantemente i lavoratori, sull’importanza e valenza di adottare le misure di prevenzione.
  • Lavoratori neoassunti, a contratto determinato, distacco e similari, prima di richiedere l’autorizzazione per accedere al proprio posto di lavoro, devono dichiarare la loro provenienza e contatti degli ultimi 14 giorni, assicurando l’assenza di consapevoli contatti stretti e/o provenienza da aree con restrizioni diverse.
  • Assicurarsi che i propri dipendenti, per gli spostamenti casa lavoro, abbiano la documentazione attestante le ragioni lavorative.
  • I lavoratori che consapevolmente non rispettano le disposizioni devono essere allontanati.

Per ulteriori informazioni consultare il Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro del 14 Marzo 2020.

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